Guida alla virtualizzazione OS con VirtualBox parte 1

By | 7 aprile 2010

VirtualBox di Sun è forse il software di più successo tra le soluzioni gratuite di virtualizzazione dei sistemi operativi.

Per virtualizzazione si intende la creazione di una versione virtuale di una risorsa normalmente fornita fisicamente, in questo caso del sistema operativo (anche l’hardware viene virtualizzato).

VirtualBox fa proprio questo, crea una (o più) macchina virtuale (VM) dove si andrà ad installare il proprio (o propri) sistema operativo preferito.

I vantaggi sono molteplici ed evidenti, per esempio si ha la possibilità di scegliere quanti e quali sistemi operativi utilizzare, può essere utilizzato come “sandbox” ovvero installare tutto ciò che si vuole senza sporcare il sistema operativo fisicamente presente e, nel caso di problemi, effettuare un veloce e facile ripristino (rollback).

Vediamo ora in semplici passi con immagini esemplificative come rendere funzionante il nostro sistema operativo virtuale partendo da zero. Viene utilizzata l’ultima versione corrente di VirtualBox, 3.1.6 in un sistema operativo Windows 7 Ultimate 64 bit e verrà installato come sistema operativo virtuale una copia di Windows XP SP3 Pro 32 bit.

Dalla pagina del download si scarica la versione “VirtualBox 3.1.6 for Windows hosts” (è sia per sistemi a 32 che 64 bit).

Avviare l’installazione installando tutto ciò che viene proposto, al termine avviare VirtualBox (foto1)

Cliccare sul bottone Nuova verrà proposto un wizard che guiderà alla creazione della macchina virtuale.

Al primo passo occorre assegnare un nome alla propria macchina virtuale e selezionare il sistema operativo che si vuole virtualizzare (foto2)

Come secondo passo bisogna assegnare la memoria alla macchina virtuale (attenzione che verrà utilizzata la memoria fisica installata nel proprio sistema) (foto3)

Come terzo e ultimo passo occorre creare un nuovo disco fisso virtuale di avvio (o eventualmente è possibile specificare un disco fisso virtuale se già presente) (foto4)

Verrà avviato un nuovo wizard relativo alla creazione del nuovo disco fisso virtuale in cui è possibile specificare se si vuole un disco dinamico o fisso (foto5)

Qual’è la differenza tra le 2?

Con la prima opzione (che consiglio) si può creare un hard disk virtuale da tot. giga (es. 10Gb) che però occuperà realmente solo lo spazio effettivamente necessario al sistema operativo, ai programmi installati e ai dati memorizzati ed esso incrementerà appunto dinamicamente con nuovi dati e programmi installati fino a raggiungere la soglia che abbiamo prestabilito.

Successivamente (foto6) andiamo a definire il percorso e la dimensione del disco (l’estensione del file immagine è *.vdi).

Dopo un riassunto del wizard (foto7) cliccando sul bottone Fine la macchina virtuale verrà creata (foto8)

In pratica abbiamo un pannello laterale con elencate le macchine virtuali create e le possibili operazioni (Nuova macchina virtuale, Impostazioni di una macchina virtuale (foto9), Avvio della stessa).

Nella parte destra abbiamo i dettagli della macchina virtuale selezionata, la tab Istantanee con cui è possibile creare una “fotografia” (snapshot) dello stato attuale della VM, una tab per la Descrizione.

Se andiamo a vedere il percorso del file immagine noteremo appunto che ora le dimensioni sono esigue appunto perchè abbiamo creato un disco virtuale dinamico e perchè ancora non è stato installato niente (è stata solo creata la macchina virtuale) (foto10)

Nella seconda parte si procederà con l’installazione del sistema operativo e lo vedremo all’opera! Inoltre verranno viste le funzionalità di Istantanea, VirtualBox additions e operazioni comuni quali ad esempio aggiunta di un nuovo disco.

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