Considerazioni sui sistemi operativi utilizzati nel business

By | 27 gennaio 2010

Mi è venuta l’idea di scrivere questo articolo sia dalle mie esperienze lavorative informatiche fatte nel corso degli anni sia notando in giro casualmente il supporto software (nello specifico parlo di sistema operativo) utilizzato in vari settori e attività commerciali.

Avendo avuto la “fortuna” di aver visto e vissuto varie realtà e ambienti posso riassumere che la situazione non è poi così messa male a livello di ritardo tecnologico, con una netta prevalenza di Microsoft a discapito di altri OS (Linux in primis).

Logicamente è da premettere che il sistema operativo è strettamente legato all’hardware, quindi più sono adeguate e avanzate queste infrastrutture più il software, in teoria (perchè non è sempre così!), è avanzato.

Parlando, senza fare nomi, posso dire che genericamente prevale il sistema operativo Windows come detto sia a livello desktop (ed in particolare con netta maggioranza XP, qualcosa ancora con Windows 2000, niente di Windows Vista e Seven) che a livello server (anche se qui è più facile e mi è capitato di trovare S.O. Linux).

Genericamente posso dire che indubbiamente se la diffusione di Linux fosse più capillare (soprattutto a livello desktop) abbatterebbe i costi dove ormai i sistemi Windows sono radicati però magari non è sempre fattibile (incompatibilità del software utilizzato preesistente) oppure “controproducente” (costo per adattare il software utilizzato preesistente, formazione di personale, ecc…), almeno nel breve periodo.

Un po mi stupisce però il fatto che, anche a tutt’oggi, in certe attività mi è capitato di vedere sistemi operativi ormai obsoleti (monitor di visualizzazione di una grande catena di cinema, addirittura sportelli automatici delle poste…) e parlo di Windows 95 e 98!
Forse saranno adatti e sufficienti per l’uso richiesto, magari non saranno macchine esposte alla rete pubblica, certo è che all’occhio dell’utente finale non ci fanno una grande figura.

Non ho menzionato per niente Mac in quanto in proporzione magari non è così diffuso con Windows e Linux ma fa la parte da leone in settori specifici (grafica, produzioni audio e video).

Per concludere dico che i fattori che determinano l’utilizzo di un certo S.O. rispetto ad altri all’interno di un processo possono essere molteplici e alcuni spesso hanno prevalenza rispetto ad altri vari pro e contro, es. decisioni “politiche” (quindi prese dall’alto) oppure per esempio un’azienda che produce software su piattaforma Windows logicamente avrà la propria infrastruttura software basata su questo S.O.

Questo articolo offre molti spunti di riflessione, voi che ne pensate?

3 thoughts on “Considerazioni sui sistemi operativi utilizzati nel business

  1. Jpage89

    ti dico una sola parola: IGNORANZA

    il mondo delle amministrazioni (pubbliche o private, ma soprattutto pubbliche), dato che campa benissimo con parco macchine vecchio, si tiene le licenze pagate con fior di quattrini dei cittadini tassati

    In fondo le operazioni sono, almeno per la PM: lettura di database relativamente semplici, email, videoscrittura e nulla più.

    Se si fosse DAVVERO a conoscenza di linux, se sul breve termine non ripaga, sul lungo (ma nemmeno tanto) paga su:

    – costi minori di licenza OS(cioè nulla)

    – costi evitati su parco software a licenza (antivirus e office)

    – sicurezza molto più elevata

    – abbattimento rifiuti informatici

    Dato che io, ignorante utilizzatore di una Slackware, sono riuscito a revitalizzare un catorcio Pentium 2 a prestazioni non dignitose, ma superlative

    un tecnico con grande esperienza, su un parco macchine pressochè identico negli uffici (perchè è identico davvero), configuri una volta, copi dappertutto e non ci pensi più.

    Tutto questo IMVHO

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  2. Daniele Savini

    L'attività della “Commissione per il software a codice sorgente aperto nella Pubblica Amministrazione”, detta anche “Commissione Meo”, ha prodotto, nel maggio 2003, la pubblicazione dell'"Indagine conoscitiva sul software open source". L'indagine, contiene (ancora oggi ma ampliata grazie alle nuove norme in materia di pluralismo informatico e sulla adozione e diffusione del software libero nella pubblica amministrazione) interessanti proposte nella PA italiana.

    Anche la nostra Regione è coinvolta grazie al Gruppo di lavoro "Floss Marche" finalizzato alla formulazione di una Legge Regionale per la promozione ed il sostegno delle tecnologie informatiche libere e aperte nella Pubblica Amministrazione Marchigiana: http://flossmarche.netsons.org). La più rilevante tra le proposte è che le PP.AA. non devono vietare né penalizzare l'utilizzo di pacchetti open source: il criterio che deve valere al momento della selezione di una qualsivoglia soluzione software è quello del “value for money” (rapporto qualità-prezzo).

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