Intervista a Piero Delle Chiaie di Seeweb sulla sicurezza dei dati

Interessante intervista a Piero Delle Chiaie, Capo Tecnico Seeweb, sulla sicurezza dei dati e sul sistema di CloudBackup messo a disposizione.

I dati presenti in rete crescono, cresce anche la loro sicurezza?
Gli incidenti di perdita di dati sono molto costosi. E possono capitare. Pensiamo ai furti di computer, per esempio, oppure al danneggiamento fisico di un hard disk: è capitato e continua a capitare nonostante il progredire delle diverse tecnologie di supporto. Nel caso di hard disk danneggiati ci sono figure che si occupano proprio dell’attività di recupero dei dati ma oltre ad avere costi giustamente alti non possono comunque dare garanzia che tutti i dati vengano recuperati.
Nel caso di furti, invece, questa possibilità neanche esiste! Insomma, se non si ha a disposizione un backup remoto i dati sensibili possono essere persi o peggio rubati.

Qual è l’attenzione in Italia verso la sicurezza dei dati?
L’attenzione c’è: perdere dati è uno dei timori più diffusi ma nello stesso tempo non si fa abbastanza attenzione a tutelarli.
Proteggere i propri dati, quelli per esempio personali, oppure dati sensibili inerenti i propri clienti è fondamentale.
Sono in vigore delle normative circa la sicurezza dei dati che vanno rispettate ma non sono sufficienti se poi a livello sistemistico non si adottano accorgimenti ulteioriori. A mio giudizio ad esempio sarebbe utile adottare soluzioni standard con cifratura dati. Esistono diverse soluzioni che permettono di “cryptare” i dati fisici e quelli trasmessi in rete con algoritmi più o meno complessi che forniscono un buon grado di sicurezza. Il nostro sistema di CloudBackup ad esempio (un backup remoto a tutti gli effetti) utilizza un algoritmo di cifratura di tipo AES (Advanced Encryption Standard) a 128 bit.

Con il Cloud pubblico il problema si risolve alla radice?
Sì, il PaaS risolve il problema perché si esternalizza la gestione del proprio sito e server mail, ma pensiamo ai recenti risultati che vedono ancora una larga diffusione di servizi “privati”.
Parlando con molti clienti ci accorgiamo che in molti uffici e sedi amministrative si fanno backup alla “vecchia” maniera, con nastri e dischi.
E non si pensa che se qualcosa va storto si possono perdere anni di lavoro e dati sensibili!

Quali sono le soluzioni?
Quelle di “backup as a service”. Il semplice fatto che il backup è remoto sta in un datacenter sicuro e certificato offre la certezza che i dati siano tutelati da un’altra parte e soprattutto che per qualsiasi problema possono contattare un provider sensibile alla sicurezza dei dati stessi.

Oltre al fatto di essere remoto quali sono i vantaggi di soluzioni di backup as a service?
La possibilità di personalizzare molto le policy, la frequenza per esempio. E di poter recuperare i dati ovunque mi trovi.
E’ importante chiaramente anche che dietro ci sia un software solido. La nostra scelta per esempio è del TSM di IBM (“Tivoli Storage Manager”), il più affidabile in campo. Inoltre si deve avere possibilità di fare backup anche incrementale di qualsiasi quantità di storage, con scalabilità assoluta, potendo decidere di cifrare i dati anche in maniera selettiva. Potrei decidere ad esempio di cifrare il contenuto di una sola cartella in modo che nessuno oltre l’utente che conosce la passphrase possa recuperare i dati dal backup remoto.
Insomma, si possono conservare i dati senza per questo motivo raddoppiare i costi avendo la certezza che quanto affidato al fornitore sia al sicuro grazie ai meccanismi di criptaggio disponibili.

Intervista con Paolo Conti riguardo il mondo delle startup

Paolo Conti è un giornalista, ha scritto articoli e reportage da più di 40 Paesi del mondo. E’ uno dei soci e fondatore di Loft Media Publishing che progetta e realizza progetti di comunicazione crossmediali.

Grazie alla sua disponibilità, e tramite la giornalista Francesca Carli, Simo blog gli ha rivolto 6 domande per approfondire l’argomento del mondo delle startup, un argomento di crescente interesse sia nel panorama nazionale che internazionale.

Veniamo quindi alle domande e alle sue interessanti ed esaurienti risposte!

1) Quali sono gli step chiave per costruire una startup di successo?

Ci vuole un’idea da cui partire. Ma, ancora più importante, una squadra affiatata. Perché l’idea può non funzionare (anche se ci crediamo ciecamente), ma una squadra solida e affiatata saprà affrontare il problema e probabilmente superarlo, magari cambiando modello di business, ma salvando l’azienda e andando avanti.

2) Partendo dalle basi, è possibile suggerire qualche buona risorsa online (sia italiana che estera) per chi vuole intraprendere questa strada?

Le infrastrutture di supporto per chi vuole aprire una nuova impresa innovativa sono tante. Basta usare Google e se ne trovano a centinaia. Personalmente però credo nella forza degli individui. Non ho mai usato strumenti, consulenze o aiuti. Forse semplicemente per presunzione, ma perché credo che se l’idea è buona e il team è giusto funzionerà comunque, mentre se non è buona non esiste business angel o incubatore che possa salvarla.

3) Una startup come può ricercare i fondi necessari?

Mark Zuckerberg, Steve Jobs, Bill Gates, ma anche Graham Bell, Giorgio Armani, Henry Ford… Nessun di loro è partito facendo appello a fondi istituzionali. Cominciare “dal garage” significa usare il proprio denaro, chiedendo magari un prestito a qualche amico o parente. L’importante ciò che conta è trasformare un’idea in cui si crede in un progetto vero, capace di produrre a medio termine un minimo stipendio per chi ci lavora. Tutto il resto viene col tempo.

4) Una startup può essere composta da una singola persona, da un team composto da poche o molte persone. Secondo lei qual’è la soluzione ottimale?

La seconda, senza dubbio. Ma il motivo non è pratico, quanto piuttosto psicologico. Io, per esempio, non sarei partito se non avessi trovato un amico che ha condiviso la mia passione e mi ha seguito nell’impresa. Arriverà un giorno (contateci!) in cui perderete la fiducia e sarà quello il giorno in cui il vostro (o i vostri) partner farà la differenza, aiutandovi ad andare avanti e ad aspettare che la sfiducia passi. Le start-up create da una persona sola esistono, ma sono rare.

5) Quali sono i più comuni sbagli che possono portare ad un fallimento?

Il primo in assoluto è amare così tanto la propria idea da non riconoscere il momento in cui, alla prova dei fatti, si dimostra insostenibile economicamente. Il mondo è pieno di idee meravigliose che sono sparite nel nulla perché pur essendo, appunto, meravigliose, non avevano la capacità di auto sostenersi. Io ne so qualcosa, perché da sognatore quale sono ci sono cascato personalmente un paio di volte.

6) Attualmente quali elementi/tecnologie/conoscenze vanno prese in considerazione per produrre un buon ed innovativo servizio/prodotto?

Impossibile rispondere se non a fronte di una caso concreto. Ma una cosa la posso dire: per costruire qualcosa di nuovo nel settore della tecnologia o dei nuovi media una preparazione tecnica non è sufficiente. Esagerando il messaggio che voglio trasmettervi: un innovatore, un innovatore vero, conosce il linguaggio PHP, ma ha anche letto Moby Dick e ha trascorso un mese girovagando da solo in India.

Intervista con Seeweb riguardo l’hosting web e cloud

Seeweb è uno dei principali fornitori di servizi di Hosting e Housing grazie ad una linea di prodotti unici in Italia quanto a tecnologia, qualità, scalabilità e rapporto prezzo/prestazioni.

Oltre al “classico” hosting condiviso, offre vari servizi dedicati al cloud (hosting, server, appliance, object storage, streaming).

Grazie alla disponibilità di Chiara Grande, customer Care Seeweb, che ha risposto a 10 interessanti domande riguardo al mondo dell’hosting e del cloud.

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Intervista con IObit sulla sicurezza informatica

IObit è una nota azienda che produce ottimi software, anche in versione gratuita! Avendo per esempio provato con soddisfazione Security 360 con cui è possibile avere in un’unica soluzione facile da utilizzare una protezione efficace per il proprio computer; è disponibile per S.O. Windows (2000/XP/Vista/7) e in varie lingue, cosa non meno importante è molto leggera; è disponibile anche una versione PRO con caratteristiche più avanzate.

Una grande esclusiva di Simo blog, a seguire un’intervista realizzata con il direttore marketing di IObit riguardo la sicurezza informatica, 10 domande e risposte per saperne di più!

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Intervista a Simplicissimus Book Farm riguardo gli ebook

Scrivo questo post con argomento il mondo degli ebook indirizzato anche e soprattutto ad un target di persone che sono a “digiuno” dell’argomento, come ho già fatto per altri temi (social network, file hosting, hard sul web) l’articolo è un’intervista composta da 11 domande; si ringrazia Simplicissimus Book Farm per la disponibilità.

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