Un’app per gli “incontri” su strada? Succede solo in Cina

Il mondo digitale è diventato un vero e proprio segugio pronto a fiutare le nostre tracce in qualsiasi posto ci troviamo. Le distanze, si dice, si sono accorciate grazie ai nuovi dispositivi mobile e alle app che consentono di conoscere nuove persone o di comunicare in tempo reale e, a quanto pare, questo varrebbe anche per la “distanza di sicurezza” tra le auto grazie a “DiDi” Plate, la nuova app per Android escogitata da General Motors.

Con DiDi il classico marpione stradale non avrà più bisogno di abbassare il finestrino per attirare l’attenzione delle automobiliste in coda al semaforo o in sosta, rischiando d’inverno un colpo di freddo, ma potrà comunicare direttamente in auto. Il funzionamento è molto semplice. Basterà scattare una foto alla targa, il dispositivo individuerà il nominativo all’interno del database e come per magia sarà possibile avviare la conversazione, togliendo anche all’auto l’ultimo privilegio di essere per molti l’ultima spiaggia per godersi un po’ di pace dall’esterno.

Il mondo digitale è riuscito quindi a penetrare anche le carrozzerie delle quattroruote, ma c’è anche una buona notizia per gli amanti della privacy: in primo luogo DiDi rimarrà e sarà disponibile solo in Cina, essendo le regole stradali europee severe riguardo l’uso dei telefonini in automobile e in secondo luogo, oltre ai servizi d’intrattenimento, internet ci offre anche servizi utili come la possibilità di ricevere la quotazione della propria auto usata in tempo reale e senza registrazione sul sito, e di poterla vendere in breve tempo e risparmiando sulle spese burocratiche. Spetta all’utente quindi, scegliere coscientemente il servizio a lui più utile e fare buon uso dei propri dati personali.

Per coloro, invece, che avrebbero tanto desiderato usare le nuove tecnologie d’importazione cinese potranno sempre dare un’occhiata a quelle consentite sul mercato europeo oppure aspettare ancora qualche anno e sperare che la legislazione cambi o che vengano introdotti altri sistemi che possano, però, realmente dare un contributo alla sicurezza su strada.

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