Crowdfunding: come realizzare un progetto di successo

Avete un’idea e cercate finanziatori?
Un’ottima soluzione e del tutto gratuita è quella di usufruire delle piattaforme online di raccolta fondi (Kickstarter, Indiegogo per citare 2 tra le più popolari ed utilizzate).

Le regole sono semplici: si propone un progetto e si decide la somma necessaria per realizzarlo, quandi si fissando dei livelli di donazione, cioè data una certa somma chi propone il progetto darà in cambio qualcosa.
Se la somma accumulata raggiunge l’obiettivo prefissato entro un certo limite di tempo il progetto potrà essere realizzato.

A parole sembra facile ma ci sono molti progetti, magari anche interessanti sulla carta, ma che non sono riusciti ad essere finanziati causa errori commessi o superficialità ed inesperienza.

Ma come realizzare un progetto di successo?

Innanzitutto dimensionare il progetto in modo realistico, ovvero la richiesta deve essere sensata in rapporto agli obiettivi.
Da statistiche quelli che hanno avuto più successo di raccolta sono fondi abbastanza piccoli.
Le persone daranno fiducia se ritengono che il goal possa essere raggiunto.
Inoltre le campagne più brevi sono quelle che hanno maggior successo. Un tempo massimo di 20/30 giorni potrebbe rivelarsi la scelta giusta.

Curare con grande attenzione il progetto.
Il testo deve essere chiaro e sintetico, occorre far capire in poche righe lo scopo all’utente, eventualmente un link può rimandare ad ulteriori approfondimenti.
Anche includere contenuti multimediali (foto e video) di qualità giocano un ruolo importante.
Essere convincenti è fondamentale: raccontare la storia del proprio progetto in modo coinvolgente, condividere il proprio sogno con chi legge e farlo sentire parte del progetto.

Prevedere sempre diverse forme di “ricompensa”, magari proporzionate alla somma donata. Secondo alcuni studi, sette livelli diversi di ricompensa sono la scelta giusta per avere il miglior risultato. I progetti con sette livelli di ricompensa raggiungono hanno il 50 per cento di possibilità di avere successo.

La presentazione personale è importante: raccontare di se e di cosa ci si occupa, qual è la propria mission.

I commenti sono importanti.
La possibilità di lasciare commenti alla campagna è uno strumento molto prezioso. Ogni commento fornisce l’opportunità di impegnarsi con la propria comunità (ricevere feedback, chiarire dei punti, ecc…).

Seguire lo stato di progetto durante la raccolta.
Una volta avviata la campagna fondi non bisogna lasciarla fine a se stessa, monitorare per verificarne l’andamento e intraprendere le eventuali azioni correttive, essere presenti ed attivi (comunicare l’andamento, stimolare i fundraiser con cui si è in contatto).

Rendere facile la condivisione.
Assegnare un link breve facile da ricordare e un hashtag alla campagna consentirà agli altri di condividere meglio il progetto e a rendere tutto più rintracciabile. Includere sempre il logo della campagna, il suo nome e il link nelle foto e video correlati, così quando saranno condivisi il progetto sarà immediatamente riconoscibile.
I social sono un potente strumento utili per diffondere il proprio progetto e per trovare potenziali fundraiser.
Progettare un’efficace campagna di marketing e comunicazione (anche attraverso sito, mailing list ecc…) senza mai essere troppo invadenti (spam).

Scegliere la piattaforma adeguata per il proprio progetto.
Ci sono piattaforme specifiche per ogni progetto, quelle più indicate per l’high tech ecc…

Intervista con Paolo Conti riguardo il mondo delle startup

Paolo Conti è un giornalista, ha scritto articoli e reportage da più di 40 Paesi del mondo. E’ uno dei soci e fondatore di Loft Media Publishing che progetta e realizza progetti di comunicazione crossmediali.

Grazie alla sua disponibilità, e tramite la giornalista Francesca Carli, Simo blog gli ha rivolto 6 domande per approfondire l’argomento del mondo delle startup, un argomento di crescente interesse sia nel panorama nazionale che internazionale.

Veniamo quindi alle domande e alle sue interessanti ed esaurienti risposte!

1) Quali sono gli step chiave per costruire una startup di successo?

Ci vuole un’idea da cui partire. Ma, ancora più importante, una squadra affiatata. Perché l’idea può non funzionare (anche se ci crediamo ciecamente), ma una squadra solida e affiatata saprà affrontare il problema e probabilmente superarlo, magari cambiando modello di business, ma salvando l’azienda e andando avanti.

2) Partendo dalle basi, è possibile suggerire qualche buona risorsa online (sia italiana che estera) per chi vuole intraprendere questa strada?

Le infrastrutture di supporto per chi vuole aprire una nuova impresa innovativa sono tante. Basta usare Google e se ne trovano a centinaia. Personalmente però credo nella forza degli individui. Non ho mai usato strumenti, consulenze o aiuti. Forse semplicemente per presunzione, ma perché credo che se l’idea è buona e il team è giusto funzionerà comunque, mentre se non è buona non esiste business angel o incubatore che possa salvarla.

3) Una startup come può ricercare i fondi necessari?

Mark Zuckerberg, Steve Jobs, Bill Gates, ma anche Graham Bell, Giorgio Armani, Henry Ford… Nessun di loro è partito facendo appello a fondi istituzionali. Cominciare “dal garage” significa usare il proprio denaro, chiedendo magari un prestito a qualche amico o parente. L’importante ciò che conta è trasformare un’idea in cui si crede in un progetto vero, capace di produrre a medio termine un minimo stipendio per chi ci lavora. Tutto il resto viene col tempo.

4) Una startup può essere composta da una singola persona, da un team composto da poche o molte persone. Secondo lei qual’è la soluzione ottimale?

La seconda, senza dubbio. Ma il motivo non è pratico, quanto piuttosto psicologico. Io, per esempio, non sarei partito se non avessi trovato un amico che ha condiviso la mia passione e mi ha seguito nell’impresa. Arriverà un giorno (contateci!) in cui perderete la fiducia e sarà quello il giorno in cui il vostro (o i vostri) partner farà la differenza, aiutandovi ad andare avanti e ad aspettare che la sfiducia passi. Le start-up create da una persona sola esistono, ma sono rare.

5) Quali sono i più comuni sbagli che possono portare ad un fallimento?

Il primo in assoluto è amare così tanto la propria idea da non riconoscere il momento in cui, alla prova dei fatti, si dimostra insostenibile economicamente. Il mondo è pieno di idee meravigliose che sono sparite nel nulla perché pur essendo, appunto, meravigliose, non avevano la capacità di auto sostenersi. Io ne so qualcosa, perché da sognatore quale sono ci sono cascato personalmente un paio di volte.

6) Attualmente quali elementi/tecnologie/conoscenze vanno prese in considerazione per produrre un buon ed innovativo servizio/prodotto?

Impossibile rispondere se non a fronte di una caso concreto. Ma una cosa la posso dire: per costruire qualcosa di nuovo nel settore della tecnologia o dei nuovi media una preparazione tecnica non è sufficiente. Esagerando il messaggio che voglio trasmettervi: un innovatore, un innovatore vero, conosce il linguaggio PHP, ma ha anche letto Moby Dick e ha trascorso un mese girovagando da solo in India.

Ricevi gli aggiornamenti del blog

Vuoi rimanere aggiornato riguardo gli ultimi articoli pubblicati nel blog? Inserisci la tua email per sottoscriverti alla newsletter!